{"id":49,"date":"2018-03-31T00:20:18","date_gmt":"2018-03-30T22:20:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italianipista2019.it\/?page_id=49"},"modified":"2019-03-30T11:31:38","modified_gmt":"2019-03-30T10:31:38","slug":"noale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.adhpgruppocosmonoale.it\/italianipista2019\/noale\/","title":{"rendered":"Noale"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.italianipista2019.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/rocca_giorno-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1069\" srcset=\"https:\/\/www.adhpgruppocosmonoale.it\/italianipista2019\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/rocca_giorno-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.adhpgruppocosmonoale.it\/italianipista2019\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/rocca_giorno-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.adhpgruppocosmonoale.it\/italianipista2019\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/rocca_giorno-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.adhpgruppocosmonoale.it\/italianipista2019\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/rocca_giorno-750x422.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n<p><strong>Le origini<\/strong><\/p>\n<p>&#8230;la mano dell\u2019uomo incanalando le acque, prosciugando, abbattendo le boscaglie, in una parola, bonificando, ha trasformato e ridotto tali terreni incolti a nuove terre coltivate. Ed un luogo di queste, pi\u00f9 elevato e pi\u00f9 propizio, sar\u00e0 stato scelto per le loro abitazioni dai lavoratori di quella lontana epoca, al quale avran dato il nome di Novalis&#8230;<\/p>\n<p>Noale sorse in un territorio gi\u00e0 abitato nell&#8217;et\u00e0 del ferro e particolarmente vivace in epoca romana, della quale ancora conserva la suddivisione agraria, ma di allora le fonti sono davvero poca cosa.<br \/>Il suo nome, Novalis appunto, sembra piuttosto legato al Medioevo: la prima notizia certa della sua esistenza \u00e8 un documento redatto \u201ca Noale\u201d nel 1119. A quel tempo quando il termine novalis veniva attribuito alle localit\u00e0 di nuovo utilizzo, e nel caso del borgo in questione c\u2019\u00e8 da credere che il suo primo nucleo urbano sia sorto in un\u2019area di dominio della foresta secolare che s\u2019era andata formando dopo la crisi e la caduta dell\u2019impero romano.<br \/>Le fonti sono, in ogni caso, complessivamente insufficienti a fornire un quadro storico esauriente degli albori del centro abitato. \u00c8 comunque certo che, sin dalle sue origini, la sua importanza storica e politica sia stata strettamente legata all\u2019insediamento della famiglia dei Tempesta, considerati i signori storici del paese i quali sono indicati quali titolari dell\u2019ufficio dell&#8217;avogaria dell\u2019episcopato e del capitolo della cattedrale di Treviso, fin dalla documentazione del XII secolo. Allora, per salvaguardare i suoi interessi di natura politica, economica e militare, il vescovo si avvaleva di curatori, gli avogari appunto, i quali beneficiavano di terre, ville e \u201cmassaricie\u201d in cambio del loro servizio di tutela degli interessi secolari vescovili. Fra i beni che i Tempesta possedevano, si segnalano i castelli di Noale e Brusaporco (l\u2019attuale Castelminio di Resana) che furono beni di tipo allodiale, cio\u00e8 liberi da ogni vincolo di natura feudale, non rientranti nel patrimonio vescovile fino al 1178. Nel 1181, in una delle tregue imposte dalla lega lombarda nel contrasto fra Treviso e il Comune di Padova, ai signori Tempesta, fu riconosciuta la giurisdizione su Noale \u201cpro Comune Tarvisii\u201d, una formula che fa pensare a una specie di protettorato che lasciava intatti i poteri signorili sul castello e sul suo distretto.<br \/>Nel 1339, alla conclusione del conflitto Veneto-Scaligero, Noale pass\u00f2 con tutto il trevigiano sotto il dominio dello stato veneziano, e l\u00ec vi rimase, salvo un breve periodo di dominio Carrarese, sino al 1797, anno della caduta della Serenissima di Venezia per mano di Napoleone.<br \/>Dopo le guerre napoleoniche Noale divenne \u201cComune\u201d, pass\u00f2 dalla Repubblica Veneta all\u2019Austria per tornare ad unirsi al Regno d\u2019Italia in seguito alla 3\u00b0 Guerra d\u2019Indipendenza (1866). Da allora pass\u00f2 sotto la provincia di Vicenza, Padova ed infine Venezia.<\/p>\n<p><strong>Ma torniamo agli albori<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNoale ebbe dunque origine in quella fase storica in cui, avvenuta la sconfitta del potere imperiale ad opera del papato nella lotta per la nomina dei vescovi (1122), si erano creati nuovi spazi favorevoli all&#8217;instaurarsi delle comunit\u00e0 cittadine. Pur in presenza di un allargamento democratico della societ\u00e0 comunale, con conseguente riduzione dell\u2019area del feudo nelle citt\u00e0, nei centri minori e nelle campagne, l\u2019aristocrazia rimase padrona assoluta\u00bb (Andrea Fattori su www.noale.info).<\/p>\n<p>E l\u2019aristocrazia che domin\u00f2 questa parte del Veneto, dal Medioevo, si compose di 4 famiglie principali \u2013 gli \u201cEstensi\u201d, i \u201cda Camposampiero\u201d, i \u201cda Camino\u201d e i \u201cda Romano\u201d \u2013 e di altre minori, fra le quali si posizionarono proprio i \u201cTempesta\u201d.<br \/>Gli storici segnalano, in questo periodo, un grande sviluppo delle infrastrutture che ebbero lo scopo di garantire alle citt\u00e0 le fonti di approvvigionamento e di diretto sbocco di mercato: strade \u2013confermando antichi tragitti e creandone di nuovi, organizzandoli a rete \u2013 canali e fiumi arginati. Anche la protezione era altrettanto importante: il territorio si rafforz\u00f2 di postazioni militari, torri e castelli, e proprio attorno ad essi crescevano diversi borghi abitati. Il processo \u00e8 chiaramente evidenziato nella rappresentazione cartografica, evocativa, del territorio sottoposto al dominio padovano redatta da Annibale Maggi nel 1449.<br \/>Tra i centri abitati le prime linee di confine erano ancora piuttosto incerte, tanto pi\u00f9 che numerosi furono quelli fondati ex novo: Castelfranco nel 1186 e Cittadella nel 1229 per citarne solo alcuni. Vennnero, poi, i castelli di Stigliano, Robegano, Moniego, Scorz\u00e8, S. Ambrogio, alcuni distrutti nel XIII secolo (Giambattista Rossi). Fra tutti i centri fortificati della zona, Noale rimane l\u2019unico che ha conservato in maniera leggibile l\u2019impianto complessivo del sistema di fortificazione ed \u00e8 quindi, importante testimonianza di interesse storico ed architettonico del territorio posto al confine fra Padova, Treviso e Venezia.<br \/>\u2013 fonti Comune di Noale, Vivi la Citt\u00e0 2003-2004<br \/>e www.noale.info, a cura di Andrea Fattori \u2013<\/p>\n<p><strong>Geucellone Tempesta<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1337 la Repubblica di Venezia manda un capitano, Guecellone Tempesta, a Noale nell&#8217;estremo tentativo di sottrarsi alla soffocante protezione scaligera, che pure gli aveva consentito di mantenere piena giurisdizione sul feudo di Noale, prefer\u00ec cedere i propri domini alla Repubblica di Venezia, ottenendo in cambio l&#8217;investitura a capitanio di Noale.<br \/>Alla morte di Guecellone, avvenuta a Padova il 23 settembre 1338, il governo veneziano ridusse sostanzialmente le prerogative signorili dei suoi discendenti e un\u00ec gran parte delle ville gi\u00e0 soggette al dominio dei Tempesta al territorio trevigiano che nel 1339, a conclusione della guerra veneto-scaligera, entrava formalmente a far parte dello Stato da terra veneziano.<br \/>I Tempesta tuttavia conservarono le loro prerogative signorili, seppure con una giurisdizione estremamente limitata, fino al settembre del 1342 quando il rettore di Treviso venne incaricato dalla Repubblica anche del governo di Noale. Inizialmente il podest\u00e0 di Treviso mandava ogni mese una bandiera di soldati con relativo connestabile ed a capo del distaccamento Venezia nominava direttamente un capitano. Dal 1343 al posto del capitano veneziano il podest\u00e0 di Treviso invi\u00f2 uno dei quattro giudici di sua fiducia (socii).<br \/>Dal 1356 la Serenissima invi\u00f2 a Noale dei Capitani Rettori e nel 1360 il Maggior Consiglio istitu\u00ec la Capitaneria.<br \/>\u2013 Luigi Pichini, Ricordi Storici di Noale \u2013<\/p>\n<p><strong>Noale citt\u00e0 murata<\/strong><\/p>\n<p>Il Medioevo nel Veneto \u00e8 caratterizzato dalle citt\u00e0 murate, costruite sui confini ed in aree strategiche o, come nel caso di Noale, per l&#8217;esigenza dei Tempesta di colonizzare nuove terre e di instaurare uno stretto controllo economico e politico sulla popolazione rurale, difendendola, per\u00f2 anche dalle incursioni dei mercenari dei feudatari confinanti.<br \/>Pur nell\u2019incertezza delle fonti, l&#8217;analisi archeologica delle strutture difensive medievali del borgo fortificato, induce a collocare la nascita del borgo noalese alla fine del XII secolo: il reperto ceramico pi\u00f9 antico rinvenuto nell&#8217;area del castello di Noale risale, infatti, alla fine del &#8216;200.<br \/>Il castello di Noale originario era costituito da un complesso sistema difensivo realizzato a cavallo della direttrice Camposampiero-Mestre, a forma di quadrilatero irregolare, difeso da doppi fossati e terrapieni, cui si accedeva da due porte sovrastate da torri. Tale complessa edificazione comprendeva la rocca, ovvero la parte abitabile, cui \u00e8 da ritenersi pressoch\u00e9 contemporanea, ed \u00e8 nata vuota o comunque non mai stato completamente edificata \u2013 come si pu\u00f2 notare nel catasto del 1807.<br \/>Nel 1200 Noale ebbe un forte sviluppo lungo la strada Nuova che collegava il centro fortificato con il porto di Mestre dove sorsero il primo borgo e successivamente, nell&#8217;area ora Piazza XX Settembre, il cosiddetto extraborgo.<br \/>\u00c8 certo che il castello di Noale, come tutti gli altri del trevigiano \u2013 Mirano, Stigliano e Rustega per esempio \u2013 non fosse racchiuso da mura, ma piuttosto da terrapieni (terragli) (Draghi, Citt\u00e0 Murate e Centri fortificati del Veneto, studio sulla cartografia del Maggi del 1449); molti elementi inducono a ritenere che solo il sistema idrico unisse in un unico organismo difensivo rocca e castello. Probabilmente piccoli tratti di mura, attorno alle porte e alle torri si alternavano a terrapieni sovrastati da palizzate di legno.<br \/>A testimonianza delle mura oggi rimangono solamente piccoli pezzi in prossimit\u00e0 della porta trevigiana, quella per Vicenza o del cervo, e della torre per Vicenza; quanto ai terrapieni che difendevano Noale, non ne esistono pi\u00f9. L\u2019ultimo \u00e8 stato demolito dopo l\u2019ultima guerra mondiale (una ghiaccia posta nelle immediate adiacenze dell\u2019antica porta della torre delle campane).<\/p>\n<p>\u2013 a cura di Andrea Fattori \u2013<\/p>\n<p>Adattamento testi Silvia Guidolin<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.italianipista2019.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/rocca_notturna.png\" alt=\"Rocca\" \/><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le origini &#8230;la mano dell\u2019uomo incanalando le acque, prosciugando, abbattendo le boscaglie, in una parola, bonificando, ha trasformato e ridotto tali terreni incolti a nuove terre coltivate. 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